WORKS


Robert Stone, attento osservatore della realtà e di ciò che lo circonda, capta, assorbe, osserva e mescola le fisionomie di questa reltà sospesa ed ambigua; cappelli colorati, accessori senza tempo, donne pensierose con lo sguardo perso nel vuoto sono alcuni dei soggetti preferiti dall’ artista che, insieme alla sua tecnica sfuggente, alla sua pittura flessibile e stratificata ed al suo sguardo morbido rivolto alle diversità più stridenti, diventano alcune delle caratteristiche portanti del lavoro e della ricerca di Stone. Guardando i suoi lavori presenti in mostra è facile sentirsi immersi ed avvolti da un pathos sotteso, come se molto risiedesse dietro a ciò che viene a prima vista percepito, dall’ osservatore. La pittura di Stone è priva di qualunque dogma o costrizione stilistica, priva di ogni accademismo ed è caratterizzta da una grande apertura ispirativa, un flusso continuo di emozioni e pennellate in cui vengono narrate e raccontate scene del vissuto, invenzioni del sogno, persone e cose reali o possibili. La pittura per Stone è intesa come un racconto in continuo sviluppo e movimento; con un alone, alle volte comico, l’artista vuole far emergere la tensione e la potenza di una narrazione intima e personale con lo spettatore, spingendosi fino ad una figurazione che mescola gli opposti per conciliare l’inconciliabile. Ritratti e personaggi si mescolano in andamenti narrativi aperti, privandosi in questo modo, di un loro proprio centro e di una certezza tematica, le scene rappresentate nelle tele di Stone sembrano in tal senso sommerse da uno strato di acqua limpida dove ogni dettaglio sfuma nell’altro, dove ogni gesto nasconde qualcos’altro di per sè non dichiarato e percepibile. Il lavoro di Stone si pone sulla linea sottile posta tra il silenzio e l’esplosione.





Robert Stone, a keen observer of his surroundings, captures, absorbs, notes and mixes the faces of this suspended and ambiguous reality; colorful hats, accessories timeless, thoughtful women with a blank stare are some of the favorite subjects of the artist which, along with his elusive art, his painting and its flexible, layered look soft aimed at diversity become some of the main characteristics of Stone’s work and research. Looking at his work in the exhibition is easy to feel immersed and surrounded by an underlying pathos, as if most of it resided far behind what is perceived at first sight by the observer. Stone’s painting lacks any dogma or stylistic coercion, without any academicism and characterized by broad inspiration, a continuous flow of emotions and brushstrokes in which lived scenes are told, inventions of the dream, people and things real or possible. Painting for Stone is understood as a story in continuous development and movement; with a halo, sometimes comic, the artist wants to bring out the tension and the power of a intimate and personal narrative with the viewer, pushing further up to a figurative representation that mixes opposites to reconcile what is irreconcilable. Portraits and characters are mixed trends in an open narrative, depriving themselves in this way, of any center and of any temathic certitude, the scenes depicted in Stone’s canvases seem immersed in a layer of clear water where every detail blends in the other, where every gesture hides something else, which is not declared. Stone's work transits the fine line between silence and explosion.