THISHUMANITY


Galleria Pack è orgogliosa di presentare il nuovo progetto di Matteo Basilé dal titolo THISHUMANITY che si ispira a uno dei massimi capolavori del tardo gotico fiorentino, La Battaglia di San Romano di Paolo Uccello (1397-1475). Il celebre trittico fu commissionato all’artista fiorentino nel 1438 dalla famiglia Bartolini Salimbeni per commemorare la vittoria dei fiorentini sulle truppe senesi alleate a quelle milanesi del 1 aprile 1432. Nei dipinti di Paolo Uccello tutto risulta essere immobile, pronto all’atto finale. È questo ‘fermo immagine’, suddiviso in tre scansioni temporali, che ha spinto Matteo Basilé a creare il frame successivo, lo scontro fisico tra popoli ed eserciti immaginari. Nella Battaglia di San Romano, Paolo Uccello sperimenta per la prima volta tecniche prospettiche rivoluzionarie per l’epoca che creano visioni multiple all’interno della stessa scena.

Le opere di THISHUMANITY sono costruite con le stesse regole prospettiche del pittore quattrocentesco, ma realizzate attraverso tecniche fotografiche digitali di post produzione. Fedele alla sua cifra espressiva, Basilé ha realizzato nel sud est asiatico, dove da tempo vive e lavora, il set in cui ambientare questa grande opera. Un’epopea al femminile che raccoglie storie e identità di donne pronte alla lotta per l’indipendenza e la propria affermazione. Una sorta di ‘Ratto delle Sabine’ al contrario, dove le protagoniste, anziché essere rapite, combattono tra loro per svelare e salvare la propria identità. Una battaglia purificatrice nella quale donne di razze e storie differenti si affrontano fino all’ultimo sangue.



La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Damiani editore di Bologna che raccoglierà tutte le opere di THISHUMANITY, il back-stage del set balinese e alcuni testi sul progetto e l’opera dell’artista.

Il progetto Thishumanity, dopo la tappa milanese, sarà ospitato dal Sam, Singapore Art Museum



Matteo Basilé (Roma, 1974) è considerato uno dei principali esponenti dell’arte digitale europea. Da circa dieci anni fonde la cultura digitale con l’iconografia classica, re-inventando l’idea del ritratto. L’artista utilizza la fotografia digitale per sviluppare e ampliare il suo personale codice di pittura contemporanea, utilizzando la protesi linguistica del computer, che gli permette di ampliare ogni visione e dare profondità alla splendente superficie dell’immagine. Il mondo di Basilé è un universo iconografico risolto tra manierismo tecnologico e surrealismo pittorico. Nel suo caso i due movimenti storici dell’arte segnalano l’uso inedito di una citazione che tende alla sintesi e all’affermazione dell’arte come metalinguaggio. I suoi personaggi, catturati dallo scatto digitale, divengono icone senza tempo, dove segni tracciati sulla pelle raccontano geografie di memorie intime. Il volto inteso come viaggio, la memoria come approdo

in quello che Basilé definisce “archivio dell’anima”. La sua collezione di volti e corpi racconta, nel suo divenire, la storia di un’umanità a lui cara. Donne, bambini, uomini e vecchi vengono catapultati nell’immaginario senza tempo dell’artista con il compito di tramandare un verbo tridimensionale che unisce la pittura con il cinema, la scrittura con la materia, la fotografia con il suono e lo spazio scenico con il pubblico. L’artista campiona, manipola e sintetizza il DNA dei suoi personaggi per trasformarli in martiri e santi di un mondo parallelo al nostro. Bellezze inquietanti e bruttezze meravigliose si fondono nell’era del digitale. Realtà e finzione viaggiano parallele fino a sfiorarsi nella creazione di un nuovo immaginario collettivo.



Matteo Basilé esordisce a soli 23 anni, nel 1997, con la sua prima mostra personale presso la galleria Il Ponte Contemporanea di Roma. Ha esposto in molti tra i più significativi contesti italiani e internazionali.

Nel 2002 è stato vincitore del Premio New York. Nel 2007 ha la prima personale in un’istituzione italiana, il MART di Rovereto e nel 2009 è tra gli artisti selezionati per il Padiglione Italia della 53° Edizione della Biennale di Venezia.



 



will host a new exhibition by Matteo Basilé entitled THISHUMANITY, inspired by one of the foremost masterpieces of late Gothic Florentine artwork, The Battle of San Romano by Paolo Uccello (1397-1475). The exhibition will include 10 large-scale photographs by the Roman artist inspired by the famous triptych Paolo Uccello was commissioned to paint in 1438 by the Barolini Salimbeni family in order to commemorate the Florentine victory over troops from Siena allied with Milan that took place on April 1, 1432. In the Florentine painter’s artwork everything appears frozen in place, ready for the final act. It was precisely this “image capture,” subdivided into three different moments, that inspired Matteo Basilé to create the subsequent frame, in other words the physical clash between its peoples and imaginary armies. In The Battle of San Romano, Paolo Uccello experimented for the first time ever with techniques in perspective that were revolutionary for his day, creating multiple visions within the same scene.



The artwork THISHUMANITY will be put together following the same rules of perspective employed by the fifteenth-century painter, this time created using postproduction digital photography techniques. Faithful to his expressive intent, Basilé is creating the sets within which this great battle will be set directly in South East Asia. The artist has lived and worked there for some time now, and has been able to involve a multitude of identities and female characters ready for the clash. Women will be the protagonists of Basilé’s work – their fight for their own identities and independence – connecting two artworks divided by centuries; a female universe ready to take to the field for a world dominated by men. It is a sort of The Rape of the Sabine Women in reverse, in which rather than being raped, the protagonists fight to reveal and protect their own identities. It is a purifying battle in which women of different races and with different pasts face their enemies down in a fight to the last breath in order to escape a destiny that makes them increasingly resemble the opposite sex. Following the show in Milan, Thishumanity will be put on display in SAM, the Singapore Art Museum.